giovedì 20 marzo 2014

Telediritto, il Portale Giuridico del Centro Studi Informatica Giuridica

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Assocalzaturifici: spending review non tocchi agenzia ITA

Assocalzaturifici condivide le preoccupazioni del presidente di Confindustria Giorgio Squinzi e del viceministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda in merito al piano del commissario alla spending review Carlo Cottarelli e alle voci su un possibile taglio di ITA, Italian Trade Agency. "Certamente riconosciamo l'esigenza di intervenire sulla spesa pubblica con un taglio agli sprechi e ai rami secchi dello Stato - afferma Cleto Sagripanti, presidente Assocalzaturifici - ma siamo assolutamente contrari ad un intervento sull'Agenzia. Assocalzaturifici è stata sempre in prima linea nella difesa di ITA, per la quale abbiamo già combattuto chiedendo la sua riattivazione dopo l'infelice decisione di abolirla due anni fa. Il ritorno all'operatività dopo la sua sospensione, ha ulteriormente confermato il ruolo indispensabile dell'Agenzia per supportare le piccole e medie imprese italiane sui mercati internazionali, al di là di un doveroso monitoraggio delle modalità operative e di una razionalizzazione delle risorse. Ci auspichiamo che il Governo non intenda fare un'altra volta lo stesso errore: anzi, chiediamo che l'Agenzia venga potenziata soprattutto in termini di risorse economiche destinate alla promozione delle imprese sui mercati". "In questo quadro così delicato - aggiunge il presidente Sagripanti – è importante piuttosto intervenire in maniera decisiva e tempestiva sul taglio all'IRAP e al cuneo fiscale, per permettere alle imprese, già schiacciate dalla crisi dei consumi interni e dalle difficoltà di accesso al credito, di recuperare competitività".

Sicurezza informatica: nel 2013 danni economici e di immagine per il 79% delle aziende

Sicurezza informatica: nel 2013 danni economici e di immagine per il 79% delle aziende. Rischi e soluzioni presentati all'evento beanTech e Dell.
Giovedì 27 marzo a Mogliano Veneto (Treviso) si terrà il workshop gratuito sul tema organizzato dalla friulana beanTech e da Dell SonicWall

Se ieri bastava un antivirus per proteggere il computer, oggi la situazione è molto più complessa e, soprattutto, in continua evoluzione. Il risultato è che i dati aziendali sono sempre più vulnerabili ed esposti agli attacchi esterni, tanto che per le aziende la sicurezza informatica è diventata una priorità: secondo i dati Dell, il 79% delle aziende l'anno scorso ha avuto incidenti di sicurezza informatica che hanno avuto un impatto a livello finanziario e di immagine.
Di rischi e soluzioni si parlerà giovedì 27 marzo in un evento a Mogliano Veneto (Tv) dal titolo "Sicurezza informatica secondo Dell SonicWall". Il tema sarà affrontato dai professionisti di beanTech, azienda friulana specializzata in soluzioni IT, e da Dell SonicWall, azienda leader a livello mondiale per le soluzioni di protezione di dati e rete ad alte prestazioni, da poco entrata a far parte della divisione Dell Software.
Al workshop, rivolto ad IT manager, si parlerà di tecnologia e soluzioni, anche attraverso live demo sull'email security e casi pratici di successo, tra cui uno relativo alle Forze dell'Ordine.

La partecipazione è gratuita, registrandosi all'indirizzo:

http://www.beantech.it/it/eventi/eventi/workshop-sicurezza-informatica-secondo-dell-sonicwall

L'appuntamento è per giovedì 27 marzo dalle 14.30 alle 18.30 a Villa Braida (via Bonisiolo 16/b) a Mogliano Veneto (Treviso).

Internazionalizzazione vitale per le aziende del Nord Est, ma scarsa l’efficacia delle strategie di marketing nei Paesi stranieri

Una ricerca sulla propensione all'internazionalizzazione commissionata da AIPEM all'Istituto Quaeris fotografa un Nord Est che dall'export trae in media il 50% dei fatturati, ma che non supporta l'internazionalizzazione del business con strategie di marketing volte a fidelizzare i consumatori.

 

Oltre i due terzi delle imprese venete e friulane* esportano i loro prodotti, ma la metà di queste non supporta l'internazionalizzazione con strategie di marketing e comunicazione. Questo è il dato che si evince dalla ricerca commissionata dal Gruppo Aipem - Vodu all'istituto di ricerca sociale Quaeris. Un'indagine che ha coinvolto le Piccole e Medie Imprese del Veneto e del Friuli Venezia Giulia per conoscere l'orientamento all'esportazione e il grado di efficienza e fiducia nel marketing a supporto di politiche di internazionalizzazione del business.

Oltre i due terzi delle imprese Friulane e Venete sono attive sui mercati stranieri: infatti, il 67,8% delle aziende che hanno partecipato all'indagine dichiarano di avere rapporti d'affari con l'estero. Per le imprese interpellate la capacità di agganciare la domanda estera non è solo una semplice possibilità, ma è un reale asset strategico in quanto l'export incide in media per il 47,5% sul fatturato, quindi di vitale importanza.

Il restante 32,2% delle aziende intervistate dichiara comunque la propria propensione per esportare all'estero.

Il 61,9% delle imprese esportatrici coinvolte nell'indagine, quando si tratta di approcciare un mercato estero, agisce autonomamente e non attua alcuna particolare strategia, ma allo stesso tempo oltre i due terzi delle intervistate lamenta, tra i fattori esterni all'azienda, difficoltà nel competere sui mercati mondiali a causa dei vincoli legislativi o per la mancanza di partner locali di contatto. Mentre per ciò che riguarda i fattori interni all'impresa circa il 40% dichiara una scarsa conoscenza dei mercati e la mancanza di personale con competenze necessarie ad affrontare queste sfide.

Questo aspetto si lega anche alle attività di marketing a supporto dell'internazionalizzazione del business: ben il 47% delle interpellate ammette la necessità di migliorare le proprie attività di comunicazione e marketing, constatando che però non hanno le idee chiare di cosa e come fare.

Inoltre ben il 40% delle aziende esportatrici dichiara di non utilizzare in maniera organica modalità di awareness o di engagement attraverso la rete.

Chi esporta si affida per il 34% dei casi a consulenti di comunicazione e marketing operanti sui mercati d'interesse, mentre il quasi il 60% degli intervistati svolge l'attività di comunicazione e di visibilità all'estero dall'head quarter italiano, utilizzando personale interno all'azienda (34,3%) o affidandosi ad agenzie specializzate italiane (23,4%).

"E' chiaro che esportare e conquistare nuovi clienti all'estero non è unicamente una questione di qualità dei prodotti e concorrenzialità dell'offerta, ma incidono sempre di più le politiche di marketing e comunicazione – sottolinea Paolo Sandro Molinaro, presidente del Gruppo Aipem – Vodu - . La corretta trasmissione di quelli che sono i valori di un marchio, le attività per gestire la propria reputazione, fino ad arrivare alle operazioni di engagment sono elementi fondamentali per acquisire la fiducia dei consumatori, ma soprattutto per fidelizzarli e mantenerli nel tempo. Il bicchiere può essere mezzo pieno se si considera che c'è nelle aziende un forte  propensione alla internazionalizzazione. Ma se si considera che gran parte delle aziende non sostengono  il loro business con adeguate strategie di marketing il rischio di una facile aggressione dai competitors può diventare reale."

Alla luce dei dati riscontrati in questa ricerca, il gruppo Aipem - Vodu ha deciso di avviare un road show formativo sulle tecniche di comunicazione, visibilità e promozione internazionale attraverso l'uso dei new media, con una serie di master che l'agenzia di marketing e comunicazione svolgerà sul territorio del Friuli e del Veneto gratuitamente per tutti gli imprenditori interessati a conoscere modalità e opportunità da cogliere per sostenere il proprio business anche all'estero.

 

*Il campione ha compreso 91 aziende di cui 59% fino ai 10 milioni di euro di fatturato, 20,7% tra i 10 e 50 milioni di fatturato e il 20,3% del campione fino ai 250 milioni di euro, di queste il 56,8% con sede in Friuli Venezia Giulia e 43,2 in Veneto.

PER SCARICARE LA RICERCA: 

http://www.aipem.it/ricerca

venerdì 14 marzo 2014

Università di Genova e ABB rinnovano un accordo di successo

Gli importanti risultati conseguiti in sei anni di collaborazione tra impresa e mondo accademico alla base della nuova convenzione

 

Alla luce dell'ottima riuscita dell'iniziativa avviata fin dal 2008, l'Università di Genova e ABB hanno deciso di confermare e rafforzare i rapporti di collaborazione nel settore della progettazione, dello sviluppo e delle produzioni sostenibili, con l'obiettivo di migliorare la qualità dei processi formativi e di ricerca di entrambe le parti e di favorire la diffusione della cultura d'impresa. L'accordo è stato siglato da Giacomo Deferrari, Magnifico Rettore dell'Università di Genova e da Matteo Marini, Amministratore Delegato di ABB SpA nella sede della Scuola Politecnica di Villa Cambiaso. «La collaborazione con ABB – dichiara il Rettore, Giacomo Deferrari – oltre ad essere una grande occasione per i nostri studenti, è un esempio molto importante di ciò che abbiamo fatto negli ultimi anni. Ritengo fondamentale il rapporto con le aziende della nostra regione; troppe volte in passato abbiamo assistito ad Atenei non opportunamente inseriti nel contesto socio-economico. Oggi avere rapporti costanti con il mondo economico e produttivo significa contribuire a plasmare il profilo futuro della nostra regione. In questo senso ritengo che per le aziende puntare su innovazione, ricerca e formazione significhi investire sul futuro e per l'università garantisce una programmazione dell'offerta formativa aderente alla richieste del territorio. Infine nel campo della ricerca si possono mettere assieme conoscenze e risorse economiche puntando a un trasferimento tecnologico con ricadute sempre maggiori in termini di prodotti e servizi per i cittadini». Come nella precedente edizione, la convenzione si pone gli obiettivi di svolgere ricerche di comune interesse e di fornire alta formazione in vari settori tecnico-scientifici: tecnologie ingegneristiche applicate all'ingegneria elettrica e impiantistica, strumenti e metodologie per la riduzione dell'impatto ambientale, per l'incremento delle prestazioni e per la sostenibilità tecnica ed economica, strumenti e metodologie di monitoraggio on-line della qualità e diagnostica dei prodotti e dei processi produttivi. «In Italia e nel mondo ABB - ha commentato l'Amministratore Delegato di ABB SpA Matteo Marini - attribuisce grande importanza alla collaborazione con il mondo accademico e con quello delle istituzioni scolastiche in genere, nella quale vede sia un'opportunità di condividere competenze specifiche ed esplorare nuovi orizzonti, sia un modo per contribuire alla crescita professionale dei giovani che si affacciano al mondo del lavoro. Nel solo 2013 la percentuale di neo-diplomati e neo-laureati entrati in ABB Italia è stata del 44 percento. Abbiamo fin qui collaborato con 30 università, 5 all'estero e 25 nel nostro Paese. Tutto ciò testimonia in modo inequivocabile il nostro impegno all'innovazione che nell'anno scorso si è tradotto in un investimento pari al 2,5% annuo del fatturato in attività di R&D. Per noi il 2013 è stato un anno record con 37 brevetti depositati. La concretezza della reciproca collaborazione sinora avuta con l'Università di Genova è alla base di questo rinnovo che affrontiamo con entusiasmo». Il successo della formula adottata è dimostrato dai significativi risultati prodotti dalle attività svolte in comune dal 2008 a oggi: collaborazioni con istituzioni nazionali e internazionali, attivazione di cattedre e corsi, collaborazioni a tesi di laurea e dottorati, borse di studio, incontri specialistici, pubblicazioni congiunte e premi. La stretta collaborazione tra esperti dell'azienda e dell'Università è stata inoltre determinante nelle fasi di studio ed esecutive di alcuni progetti concreti, risultando in un vantaggio competitivo qualificante per lo sviluppo dei progetti stessi in ambito nazionale e internazionale. «Anche se in forme e con finalità non identiche, sia ABB che l'Università condividono la medesima spinta all'innovazione, un'attitudine che deve esprimersi tanto nella progettualità quanto nelle capacità realizzative» ha affermato Giovanni Battista Ferrari, Direttore Generale di ABB SpA – Power Systems Division. «Per questo la partnership con l'istituzione accademica riveste per noi un valore strategico, sia sul piano della ricerca pura, sia in termini applicativi. L'innovazione è il fondamento imprescindibile per i comportamenti virtuosi che producono soluzioni sostenibili con positive ricadute economiche e sociali, come attestano i progetti di elettrificazione dei porti e il progetto "Genova Smart City", che ci vedono entrambi impegnati in prima fila». Anche in futuro la collaborazione fra ABB e Università di Genova si concretizzerà attraverso una pluralità di strumenti e attività già sperimentati: premi, borse di studio, seminari, dottorati di ricerca, master, corsi di aggiornamento. Saranno inoltre sviluppati progetti per l'uso di nuove tecnologie di comunicazione nei processi formativi. Continueranno anche le partecipazioni congiunte a programmi di ricerca e formazione nazionali internazionali, così come i contratti di ricerca, i laboratori congiunti, l'attivazione di cattedre convenzionate, la promozione dell'imprenditoria di giovani neolaureati/dottori di ricerca.
 
 

Sinatra (Univendita): Reddito minimo per le casalinghe: con la vendita a domicilio oltre 60 mila donne coniugano già famiglia e lavoro

Circa 62mila donne in Italia già oggi coniugano le esigenze della famiglia e il lavoro grazie a una professione, la vendita diretta a domicilio, che permette flessibilità nell'organizzazione dei tempi. Mi sembra importante sottolineare questa opportunità, che per tante donne è diventata una scelta di vita, in giorni in cui è tornato alla ribalta il tema del reddito minimo per le casalinghe. Senza voler entrare nel merito del dibattito e analizzare le ragioni pro e contro, mi limito a presentare la situazione fotografata da Univendita, la maggiore associazione di categoria che riunisce le aziende di eccellenza della vendita a domicilio. Storicamente la maggioranza della forza vendita è femminile: alla fine del 2013 i venditori delle nostre aziende associate erano oltre 71mila, di cui l'88% donne. Una percentuale che dimostra come questa attività si possa armonizzare con le esigenze domestiche. In un'indagine condotta su un campione di venditori poco più di un anno fa è emerso che il 68% delle donne aveva scelto un impegno part time nella vendita diretta, ossia inferiore alle 4 ore giornaliere, mentre il 32% aveva optato per l'attività a tempo pieno. Sempre da questa indagine è emerso che il 55% delle donne collabora da oltre tre anni con l'azienda e il 33%, addirittura, da oltre 10 anni; una stabilità che testimonia come la vendita a domicilio sia un'occasione concreta di guadagno nel tempo. In questi anni di crisi la vendita diretta a domicilio è stata anticiclica (nel 2013 le associate Univendita hanno segnato un + 3,5% rispetto al 2012); pensiamo che, con l'auspicata ripresa, il nostro settore possa crescere ancora per fatturato e costituire ancor di più un'occasione per le donne di conciliare lavoro e famiglia.

Ciro Sinatra, 52 anni, è il presidente di Univendita, la maggior associazione di categoria che riunisce le aziende di eccellenza operanti nel campo della vendita diretta a domicilio. Le imprese associate a Univendita contano oltre 71mila collaboratori in tutta Italia e hanno realizzato nel 2013 un fatturato complessivo di 1 miliardo e 220 milioni di euro, segnando un + 3,5% rispetto al 2012 e in crescita del 30% circa dal 2009 al 2013.