sabato 28 settembre 2013

Assocalzaturifici contro la contraffazione

Assocalzaturifici ha partecipato al seminario "CONTRAFFAZIONE E SICUREZZA DEI PRODOTTI: UNA NUOVA SFIDA NEL MERCATO GLOBALE", organizzato da R.E.S. - RAGGRUPPAMENTO EUROPA SOCIALE presso la Provincia di Milano.
Presente per l'Associazione Arturo Venanzi, vice presidente Assocalzaturifici con delega all'internazionalizzazione. "Il comparto moda calzature – dichiara Venanzi - genera un fatturato di oltre 7 miliardi all'anno (2012), impiega più di 78.000 persone e contribuisce alla bilancia commerciale del nostro Paese con un attivo di oltre 3,8 miliardi di euro all'anno (2012). Siamo un'industria dinamica che opera su tutti i mercati mondiali ed esporta l'84% del valore della produzione (2012). In qualsiasi contesto operino, i marchi della calzatura italiana combattono una battaglia impari contro i contraffattori, sia sui mercati nazionali che su quelli dei Paesi Emergenti. Il falso fa perdere 20mila posti di lavoro in Italia all'anno e con il mercato globale e la rete tutto si complica". "Il termine Made In Italy o le espressioni italiansounding – conclude Venanzi - sono gli strumenti attraverso cui i contraffattori cercano di indurre il consumatore a pensare che il prodotto del brand sia autentico. Per questa ragione è vitale che le autorità europee si dotino di strumenti efficaci per la sorveglianza dei mercati e incidano profondamente anche nei negoziati bilaterali. Fondamentale, però, diventa anche introdurre strumenti di tracciabilità validi per il mercato comunitario. Il pacchetto legislativo della Commissione Europea sulla sicurezza dei prodotti e la vigilanza del mercato è un passo importante per armonizzare le norme in Europa. L'art. 7 sull'obbligatorietà dell'indicazione di origine, poi, è doppiamente importante. Lo è nei confronti del consumatore perché garantisce un'informazione che lo può orientare nella valutazione di acquisto insieme ad altri elementi previsti dal testo di legge. Lo è, analogamente, per le autorità di controllo, perché possano mettere in campo tutte le verifiche del caso. È tra l'altro fondamentale che questa norma venga estesa anche alle vendite on line".
 
 

Uva Crocchia con i coltivatori biologici di Alce Nero

Di varietà crimson seedless (senza semi) coltivata dagli agricoltori Brio,
socio di Alce Nero che riunisce più di 100 bio-agricoltori italiani,
l'uva Crocchia va ad arricchire l'offerta ortofrutticola dell'azienda,
diventando uno dei protagonisti autunnali del biologico di alta qualità.
 
Buono, biologico, fresco e di stagione: Alce Nero, brand di riferimento nel settore del biologico in Italia e nel mondo, aggiunge alla sua offerta di referenze nel settore ortofrutta "Crocchia", la croccante uva rossa a maturazione tardiva di varietà crimson senza semi. Frutto della coltivazione degli agricoltori Brio, soci di Alce Nero, Crocchia cresce in Puglia e ha acini di grandi dimensioni a forma cilindrico-allungata di colore rosso-porpora. Molto soda e croccante, ha un gusto particolarmente dolce e aromatico, l'uva biologica di Alce Nero è ottima da mangiare a fine pasto o ideale per guarnire le crostate di frutta. L'uva è un frutto particolarmente prezioso per la nostra alimentazione in quanto contiene molte vitamine e, grazie all'elevata presenza di zuccheri semplici, è un alimento altamente energetico con proprietà antiossidanti, facilmente assimilabile. Crocchia, inoltre, deve il suo gusto e aroma a una coltivazione rigorosamente biologica, rispettosa dei ritmi e delle risorse della natura, che si sposano perfettamente con l'attenta ricerca e selezione di Alce Nero dei migliori produttori e luoghi di coltivazione. Denominata "Crocchia" per l'invitante croccantezza, viene raccolta tra settembre e novembre. Va ad aggiungersi alle referenze biologiche già presenti nel banco ortofrutta di Alce Nero, dove in base alla stagionalità è possibile trovare anche Pinzimonia, Delicata, Cremoso, Coccola, Vellutata, Piccolino, Giusta, Esmeralda, Rugginella, Generoso, Rossella, Spicchia e Candido.
Buono, biologico, sano: questi i tre principi che guidano la selezione dei prodotti agricoli freschi di Alce Nero e una filiera corta, che porta varietà di frutta e verdura biologica tipiche, naturali e gustose dal produttore allo scaffale.
Riconoscibile da un packaging personalizzato, l'uva "Crocchia" è in vendita nella grande distribuzione in confezioni da 450 gr.
 
www.alcenero.com

mercoledì 25 settembre 2013

AD AIPEM LE RP DELLA PRESTIGIOSA SARTORIA CHIUSSI

Aipem al fianco della sartoria Chiussi da Pitti agli abiti per il matrimonio di Belen

La sigla di Paolo Molinaro cura l'immagine del prestigioso atelier che vende
le proprie creazioni in tutto il mondo e di recente ha vestito Stefano De Martino
nel giorno del suo matrimonio con la showgirl argentina

 

Udine, settembre 2013 – E'affidata all'agenzia di comunicazione Aipem la gestione dell'immagine e delle pubbliche relazioni della prestigiosa sartoria Chiussi, storico brand della moda maschile che dal 1868 veste lo stile e l'eleganza di imprenditori, artisti e personaggi dello spettacolo in tutto il mondo. La collaborazione è stata avviata lo scorso aprile in occasione di Pitti Uomo 84  e ha l'obiettivo di cogliere le più interessanti opportunità di visibilità per lo storico brand facendo leva su alcune azioni specifiche, dal vip wearing alla partecipazione ai più importanti appuntamenti internazionali dell'alta moda maschile. "Il nostro obiettivo è quello di offrire al cliente una consulenza ampia e diversificata – sottolinea Paolo Molinaro , Presidente del gruppo Aipem – Vodu - che spazi dalle relazioni pubbliche tradizionali alle collaborazioni più originali e creative con il mondo dello spettacolo e del fashion". Il brand Chiussi è particolarmente apprezzato dalle celebrities per l'eleganza senza tempo delle sue creazioni: la prima "star" griffata Chiussi fu Gabriele d'Annunzio, affezionato cliente della sartoria nel primo Novecento, cui seguirono fra gli altri anche Giorgio Albertazzi, Laura Pausini - una delle poche donne a frequentare la sartoria - che di Chiussi scelse un femminilissimo smoking, Toni Servillo. Ultimi in ordine di tempo sono stati gli abiti realizzati per Giordano Bruno Guerri, in occasione delle celebrazioni per il 150mo anniversario della nascita di d'Annunzio, e per Stefano De Martino, che il giorno del suo matrimonio con Belen Rodriguez ha indossato due completi disegnati e realizzati appositamente per lui dalla sartoria Chiussi. Giorgio Chiussi, che appartiene alla quinta generazione della famiglia ed è l'attuale titolare della sartoria, disegna e realizza anche proprie collezioni e quest'anno è entrato nella rosa dei finalisti di "Who Is On Next? Uomo", uno dei più importanti concorsi internazionali nato dalla collaborazione fra Pitti Immagine, L'Uomo Vogue e Altaroma per individuare i futuri fashion designer di successo.

www.aipem.it

venerdì 20 settembre 2013

Previsioni vendite in forte rialzo nel 2013: Africa e Medio Oriente nuova frontiera del settore elettrodomestici

Crescita e potenzialità nella zona MEA per il settore del bianco tema dell'incontro
fra il General Manager Whirlpool Lorenzo Milani e i top manager ex bocconiani

 

Africa e Medio Oriente (MEA) come nuova frontiera nel mercato degli elettrodomestici: è stato il tema dell'incontro di ieri fra top manager ex bocconiani tenuto da Lorenzo Milani, General Manager Regione Mediterranea di Whirlpool, nel Centro Operativo di Comerio (Va). A fronte di una situazione di mercato piatta in Europa, il settore elettrodomestici conosce nei Paesi che costituiscono il mosaico MEA un andamento positivo, tipico di economie che, pur fra difficoltà di diversa natura, sono orientate da alcuni anni alla crescita. «Stiamo parlando di una situazione estremamente variegata –precisa Milani–, situazione che richiede dei distinguo data la complessità del tessuto di quest'area, in cui convivono economie che viaggiano a velocità molto diverse. Si va da Paesi con un Pil significativo come Qatar, Israele, Kuwait, Emirati Arabi, Arabia Saudita, Oman e Bahrein a realtà che si stanno avvicinando ai livelli europei, quali la Turchia. Ma le chiavi di lettura per i diversi Paesi non si limitano a riscontri puramente quantitativi; ci sono fattori geopolitici che condizionano in maniera decisiva l'andamento dell'economia e che bisogna considerare con attenzione nelle strategie aziendali». Nella zona MEA la previsione delle vendite di elettrodomestici Whirlpool è molto ottimistica confermando una tendenza alla crescita che dal 2010, anno in cui il mercato europeo ha cominciato a declinare. Nel 2012 i volumi del settore elettrodomestici nella zona MEA considerata (i 32 Paesi con un mercato più sviluppato) sono stati pari a 35 milioni di pezzi. «Se la zona MEA, nel suo complesso, conosce un trend di crescita, ogni nostra azione deve essere declinata nei diversi mercati –spiega Milani–; da qui la necessità di categorizzarli, in base al grado di attrattività, secondo specifici obiettivi, dal rafforzamento della presenza alle singole strategie dettate dalle difficoltà di penetrazione, dalle indagini conoscitive della situazione di mercato alla creazione di hub». A dispetto della disparità nelle condizioni dei singoli Paesi, e che vede ancora la presenza di molte economie non mature nel continente africano, la zona MEA rappresenta per gli analisti un'area con grandi possibilità di sviluppo, in forza del suo miliardo 200mila abitanti, quasi la metà dei quali residente in aree urbane. Sono oltre 50 le città che superano il milione di abitanti. Tra gli indicatori più significativi della crescita economica per l'Africa da ricordare che la voce commercio, in dieci anni, è passata dal 66% all'84% del Pil, l'indebitamento dei Paesi è sceso dal 22% all'8%. Oggi sono più di 50 le grandi compagnie a realizzare fatturati da almeno un miliardo di dollari in Africa.   

 

www.whirlpoolcorp.com
www.whirlpool.it

Cleto Sagripanti nuovo presidente FIAMP

Cleto Sagripanti, presidente di Assocalzaturifici, sarà il nuovo presidente di FIAMP, Federazione Italiana dell'accessorio Moda Persona aderente a Confindustria, per il prossimo biennio 2013/2015. Nominato durante un incontro tra le associazioni aderenti (Aimpes - manifattura pelli-cuoio e succedanei, Anfao - occhialeria, Federorafi - oreficeria-gioielleria e Aip - Associazione Italiana Pellicceria, oltre ad Assocalzaturifici), Sagripanti raccoglie il testimone da Cirillo Marcolin con l'obiettivo di rappresentare il sistema delle associazioni legate al mondo dell'accessorio valorizzandone il ruolo all'interno di tutto il sistema moda. "Il mio mandato – dichiara Cleto Sagripanti - sarà orientato, in continuità con l'ottimo lavoro svolto dall'amico Marcolin, a rafforzare la sinergia tra la città di Milano, i Saloni che le nostre associazioni rappresentano e i principali attori della moda. Sono convinto che la centralità di Milano nella moda non può prescindere dalle nostre manifestazioni fieristiche che sono un fondamentale elemento di attrazione di migliaia di compratori internazionali. Lavorerò dunque per comunicare al meglio questo nostro ruolo e creare sempre più legami concreti con le forze politiche e di rappresentanza degli imprenditori e degli stilisti, con i commercianti e i media per valorizzare il ruolo dell'accessorio protagonista del mosaico della moda milanese". Il neo presidente sarà affiancato dal direttore di Assocalzaturifici Fabio Aromatici, che assumerà la carica di segretario generale della Federazione, e da Cirillo Marcolin, che assume la carica di vicepresidente.

 

Umanesimo d'impresa ed economia sociale di mercato sono la via per uscire dalla crisi

Marco Vitale protagonista al 10° incontro Piccola Biblioteca Inaz a Milano assieme ad Annalori Ambrosoli, Roberto Bertazzoni, Vittorio Coda ed Ermanno Olmi.
Al centro del dibattito i valori d'impresa che possono accompagnare Italia ed Europa in questo tempo di trasformazioni

 

 

«Quando l'imprenditore agisce sulla base del valore della "proprietà professionale", comportandosi verso l'azienda e il contesto in cui opera con senso di responsabilità, tutto il sistema economico ne trae vantaggio. È questa lezione del liberalismo europeo che noi dobbiamo raccogliere, contrapposta al pensiero dominante negli USA da vent'anni. Quel pensiero basato sul gigantismo della finanza e sulle lobby, quel pensiero che ha portato alla crisi». Così ha parlato Marco Vitale lunedì 16 settembre al convegno organizzato da Inaz alla presentazione del lavoro di Marco Manzoni Marco Vitale – Sherpa d'idee e costruttore di ponti. Ad aprire il convegno Linda Gilli, presidente e amministratore delegato di Inaz, che ha spiegato così il senso dell'appuntamento: «Siamo convinti che oggi, oltre a fare bene impresa, sia necessario fare Cultura d'impresa. Ossia valorizzare il fare in ogni ambito per il Bene comune, in modo che l'economia e la finanza siano al servizio dell'uomo e non viceversa. Con le sue parole e il suo operato, Marco Vitale offrire questi valori al mondo imprenditoriale e alle nuove generazioni». In sala anche gli altri protagonisti del video-dialogo: Annalori Ambrosoli, vedova di Giorgio, al quale Vitale dedicò un celebre articolo pubblicato sul Giornale di Montanelli pochi giorni dopo l'assassinio; il patron di Smeg Roberto Bertazzoni; l'economista Vittorio Coda; e il regista Ermanno Olmi, che con Vitale condivide molti impegni e molte passioni. L'incontro ha ripercorso la vita, le amicizie e le passioni di Marco Vitale per tracciare il ritratto di un uomo che da sempre, nel suo lavoro di docente e consulente per le aziende, porta avanti l'idea di un umanesimo d'impresa, «la sola visione –ammonisce Vitale– che può contrastare gli effetti di una crisi oramai sistemica». Una visione prettamente europea, contrapposta a quella americana, spiega ancora Vitale: «Il recupero economico statunitense è basato sulla sabbia. Le grandi banche che hanno causato la crisi sono ancora lì, più potenti. In questi giorni si è ventilata la nomina a presidente della Federal Reserve di Lawrence Summers, il fautore della deregulation che ha portato al crollo del 2008. Il divario fra ricchi e poveri è ai massimi storici. Il grande pericolo viene dall'America e l'Europa non deve seguire questa strada, ma insistere su un liberalismo vero e su un'economia sociale di mercato che fa parte della nostra cultura». Dall'incontro è emerso un valore condiviso, la consapevolezza di far parte di una comunità in cui ogni soggetto è chiamato a fare la sua parte. «Anche e soprattutto nel ruolo di imprenditore –conclude Vitale–. Le nostre esperienze migliori spesso provengono dal mondo delle imprese familiari: imprenditori che non si sentono semplicemente padroni di un'azienda, ma che con senso di responsabilità verso dipendenti, fornitori, stakeholder e società intera mirano a costruire qualcosa per le generazioni che verranno».
 
 

HealthCity/Basic-Fit torna interamente nelle mani dei fondatori

HealthCity/Basic-Fit, la più grande catena di fitness in Europa, è tornata nelle mani dei suoi fondatori, che ne hanno riacquistato il 50% dal fondo di investimenti Waterland.

Nel 2005 i fondatori avevano deciso di dare maggior impulso alla strategia di crescita di HealthCity attraverso un aumento di capitale da parte di Waterland. Con l’apertura di nuovi club e attraverso diverse acquisizioni in Olanda, Belgio e Germania, in meno di tre anni HealthCity è cresciuta esponenzialmente, portando il numero di club da 11 a più di 100, mentre la quota societaria di Waterland all’epoca arrivò al 50%. Nel 2009 e nel 2010, oltre all’acquisizione della catena low-cost Basic-Fit, sono stati acquistati anche i club Fitness First in Francia, Italia, Spagna e Benelux. Il gruppo HealthCity/Basic-Fit conta attualmente più di 750.000 soci attivi in oltre 280 club presenti in 7 paesi, numeri che ne fanno la più grande catena di fitness nel continente europeo. Il format Basic-Fit offre un abbonamento low-cost in più di 150 club in Olanda e Belgio, che garantisce a tutta la famiglia accesso illimitato alle strutture a soli 15,95 € al mese. HealthCity è il marchio fitness Premium del gruppo, caratterizzato da location esclusive in città come ad esempio Amsterdam, Madrid, Milano e Parigi. All’interno di questa formula vengono offerti numerosi servizi aggiuntivi quali sauna, piscine e coach personali. HealthCity/Basic-Fit aspira ad espandere ulteriormente la propria posizione di leader nel mercato. A settembre e ottobre di quest’anno verranno aperti cinque nuovi club in Olanda e Belgio e altri sei verranno inaugurati tra dicembre e gennaio. L’obiettivo è continuare a crescere con l’apertura di 15 nuovi centri ogni anno. Rene Moos, CEO: “È una nuova pietra miliare nella storia trentennale della nostra azienda. Siamo estremamente soddisfatti, come fondatori, di aver riacquistato il 100% del business e siamo grati a Waterland per l’importante contributo dato alla crescita della nostra azienda in questi ultimi 8 anni”. Rob Thielen, presidente e fondatore di Waterland Private Equity Investments: “Siamo immensamente orgogliosi della posizione di leader che HealthCity/Basic-Fit ha raggiunto nel settore del fitness europeo. Tra il 2005 e il 2013, periodo in cui Waterland era comproprietario del gruppo, sono state effettuate 25 acquisizioni e sono stati aperti più di 50 club. Questo ha richiesto enormi sforzi e, per Waterland, si è trattato sino ad ora del più grande processo di buy & build all’interno del nostro portafoglio di investimenti. Il gruppo HealthCity/Basic-Fit è ora ben posizionato per la prossima fase di crescita nel dinamico settore del fitness europeo e auguriamo grandi successi al management team, composto da Rene Moos, Eric Wilborts, Dennis Aarts e Hans van der Aar”.

www.healthcity.it